LA RIVISTA
Ci sono profumi che scopriamo. Altri che, inspiegabilmente, abbiamo la sensazione di conoscere da sempre.
È difficile dire quando un odore smetta di essere semplicemente un odore e cominci a diventare qualcos'altro.
A volte basta un istante.
Una stanza nella quale non siamo mai entrati. Un luogo lontano. Una persona. Un ricordo che credevamo perduto o, più stranamente, la memoria di qualcosa che forse non abbiamo mai vissuto.
Altre volte il viaggio non conduce da nessuna parte. Porta verso di noi.
Un profumo può farci sentire più sicuri, può diventare una maschera, qualcosa attraverso cui presentarci agli altri. Ma può anche fare l'esatto contrario: togliere quella maschera e lasciarci, per qualche istante, soli davanti a noi stessi.
È in questo territorio che nasce La Signature Invisible.
Non dal desiderio di stabilire quali siano i profumi migliori, né di dire a qualcuno ciò che dovrebbe indossare.
E nemmeno dalla pretesa di spiegare definitivamente una fragranza.
Perché un profumo non appartiene soltanto alla sua formula.
Qualcuno sente lavanda e pensa alla lavanda. Per qualcun altro, quello stesso odore è la stanza della nonna, le lenzuola pulite appena cambiate, un luogo nel quale improvvisamente è possibile tornare.
Forse è proprio qui che il profumo diventa intimo.
Quando ciò che abbiamo sulla pelle sembra appartenerci da prima ancora di averlo incontrato. Quando nasce quella strana sensazione che sia sempre stato, in qualche modo, nella nostra vita.
Ogni recensione nasce da un'esperienza personale.
Non vuole affermare “questo profumo è così”, ma qualcosa di molto più semplice:
QUESTO È CIÒ CHE È ACCADUTO A ME QUANDO L'HO INDOSSATO
Il viaggio di chi legge potrebbe essere completamente diverso. Ed è giusto che lo sia.
Le note, l'evoluzione, la proiezione, la persistenza e tutto ciò che permette di comprendere meglio una fragranza hanno il loro posto in queste pagine. Anche la durata può cambiare profondamente un'esperienza: un luogo nel quale vorremmo rimanere può svanire troppo presto.
Ma i numeri e le prestazioni, da soli, non raccontano tutto.
Qui vengono dopo l'incontro, senza essere necessariamente separati da esso.
Anche la fotografia nasce dalla stessa idea.
Non semplicemente mostrare una bottiglia, e nemmeno riprodurre l'immagine che una maison ha scelto per raccontarsi. La fotografia prova a dare un volto al protagonista e, quando possibile, ad avvicinarsi all'atmosfera che quella fragranza ha lasciato dietro di sé.
Non tutti i profumi troveranno spazio su queste pagine.
Non è sufficiente che una fragranza sia nuova, celebrata o particolarmente discussa. Può essere splendida, tecnicamente impeccabile, e non avere nulla da dirmi.
Perché per scriverne deve essere accaduto qualcosa.
Talvolta sarà bellezza. Altre volte disagio, desiderio, nostalgia, sensualità, distanza. Potrà esserci un ricordo o qualcosa di tanto personale da essere difficile da raccontare.
Quando sarà il profumo a portarmi lì, non avrò motivo di tirarmi indietro.
Chi scrive rimarrà invece dall'altra parte della pagina.
Non per nascondersi, ma perché il protagonista non è l'autore. Non c'è bisogno di un volto quando una voce può essere sufficiente.
E quella voce deve poter rimanere libera.
Una maison potrà inviarmi una fragranza, invitarmi a conoscerne la storia o permettermi di incontrare chi l'ha creata. Nulla di questo potrà determinare ciò che verrà scritto. Senza questa libertà, La Signature Invisible non avrebbe ragione di esistere.
Mi piacerebbe che un giorno queste pagine potessero condurre nei luoghi in cui i profumi vengono immaginati e creati, nelle maison, negli atelier, a Grasse, Parigi o Firenze. Mi piacerebbe incontrare profumieri e direttori creativi, lavorare con fotografi capaci di interpretare questo stesso mondo.
Ma soprattutto mi piacerebbe che dall'altra parte qualcuno rispondesse raccontando il proprio viaggio.
Perché forse è questo che rende il profumo così difficile da raccontare e così affascinante da ascoltare.
È invisibile, eppure può dire qualcosa di noi agli altri.
E qualche volta può dire qualcosa di noi a noi stessi.
